“La casa nel vicolo” di Maria Messina

la casa nel vicolo

Nel romanzo La casa nel vicolo si racconta di Antonietta, figlia di un piccolo possidente oberato dai debiti, data in sposa allo strozzino del padre, don Lucio, un usuraio inopinatamente considerato un benefattore. Antonietta si trasferisce in città, in casa del marito, insieme alla sorella minore Nicolina che la segue, affinchè non si senta sola e smarrita, per quello che doveva essere un breve periodo.
Entrambe diverranno le serve rassegnate di don Lucio, tipico maschio viziato ed esigente, taccagno e meschino, abitudinario e maniacale, distante e anaffettivo. La casa diventa una prigione e il vicolo un luogo privo di aria e di libertà. Nicolina non tornerà mai più a casa, rassegnata a servire il cognato-padrone fino alla tragica morte del nipote Alessio.
Una storia di patriarcato di sconvolgente attualità.

Dopo la pubblicazione del romanzo La casa nel vicolo (Editore Treves, 1921) Maria Messina (1887–1944) cade nell’oblio. Solo negli anni ’80 Leonardo Sciascia (che la definisce la “Mansflield siciliana”), la riscopre paragonandone lo stile letterario a Pirandello e convincendo l’editore Sellerio a ripubblicare alcune sue opere. Oggi la critica colloca Maria Messina tra le grandi scrittrici del Novecento.