“Romanzi fritti a colazione”

Questo libro è un viaggio tra pagine e fornelli, tra romanzi italiani e stranieri in cui il cibo non è solo nutrimento, ma memoria, identità, desiderio, seduzione e racconto. Attraverso recensioni appassionate e approfondite, il curatore Biagio Adile (con lo pseudonimo Il Cuoco Letterato) esplora opere in cui le ricette diventano parte integrante della narrazione, trasformandosi in simboli, confessioni e gesti d’amore.

Con ricercata ironia e disordine spontaneo nel libro scorrono, insieme ai disinteressati consigli per la lettura, le ricette della “soupe à l’oignon” di Gustave Flaubert e della più proletaria zuppa di cipolle gratinata di Simenon. I “gueffos” di Michela Murgia e il caffè alla turca di Horan Pamuk. Passando per il caffè alla napoletana di Eduardo De Filippo e i mothagam di Martin Suter.
E ancora, dopo l’omelette portugaise à la marjolaine di Tabucchi e le linguine ai frutti di mare di Murakami Haruki si possono assaggiare le minnnuzze di Sant’Agata della Torregrossa e una porzione, piccola però, dell’opulento Trionfo di Gola della Maraini.

Non è solo critica letteraria, né soltanto un omaggio alla cucina: è un invito a leggere con tutti i sensi. Le ricette descritte nei romanzi diventano ponti tra finzione e realtà, tra cultura e quotidianità, tra ciò che accade sulla pagina e ciò che può prendere vita nelle nostre case.

il libro accoglie con divertita indifferenza sfide culinarie e provocazioni gastronomiche, quali baccalà rigorosamente crudo per Manuel Vázquez Montalbán e frittelle di farina di locuste per la penna di Jose’ Saramago.

Un libro per chi ama la letteratura.
Per chi ama cucinare.
E per chi sa che un sapore può custodire un’intera storia.

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